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L’ultimo libro della collana Methexis, proposto da Brunella Casalini, si intitola Waste land: dall’incuria dell’homo faber alla cura dell’homo reflectus mira a superare l’ignoranza tramite la cura dei rifiuti.
A distanza di un anno dalla sua pubblicazione, il testo è stato presentato presso la Società italiana di Sociologia della vita quotidiana e ampliato con una riflessione ulteriore, disponibile qui.
Prendersi cura, si domanda l’autrice, può ridursi a porgere una cannuccia di plastica a un paziente costretto a letto, o richiede di ampliare la prospettiva per chiedere da dove viene quella plastica e che ne sarà – e come ci influenzerà – quando diventerà un rifiuto?
Nel sistema capitalistico, l’estensione della cura oltre l’ambito privato è ostacolata tramite un’ignoranza coltivata affinché ci si disinteressi di ciò che accade a monte e a valle della produzione: alla dequalificazione del lavoro corrisponde una sottrazione della conoscenza su come funzionano, non funzionano o potrebbero diversamente funzionare le cose, a favore di tecnocrati che trattano gli stessi soggetti morali come esternalità. In questo senso diventar consapevoli della cultura dello scarto è molto più di una questione di carità cristiana.

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