FAQ

1 Che cosa sono le quattro libertà della cultura libera?

Costruite sul modello delle quattro libertà del software libero, si applicano alla cultura
in generale come:

  • libertà di usare l’opera e di goderne i benefici derivanti dall’uso
  • libertà di studiare l’opera e di impiegare la conoscenza da essa ricavata
  • libertà di creare e ridistribuire copie, totali o parziali, dell’informazione o espressione
  • libertà di fare modifiche e miglioramenti e di distribuire opere derivate

Una definizione più dettagliata, tradotta anche in italiano, si può trovare qui.

2 Che cos’è un overlay journal?

Come indica il nome, un overlay journal è una rivista copertina che segnala testi già resi pubblici altrove, tipicamente – ma non solo – negli archivi ad accesso aperto.

3 Che cos’è la pubblicazione ad accesso aperto?

Come scrive Peter Suber “la letteratura ad accesso aperto (Open Access, OA) è digitale, online, gratuita e libera da buona parte delle restrizioni dettate dalle licenze per i diritti di sfruttamento commerciale. Queste condizioni sono possibili grazie ad Internet e al consenso dell’autore o del titolare dei diritti d’autore”.
Il “Bollettino telematico di filosofia politica” in quanto overlay journal è anche strutturalmente ad accesso aperto: i testi che segnaliamo sono già resi pubblici altrove. Le segnalazioni, a loro volta, anche quando raggiungono la consistenza di veri e propri articoli, sono rese accessibili a tutti al momento stesso della pubblicazione sotto una licenza Creative Commons by-sa.
In altre parole, il lettore può leggere, scaricare, copiare, distribuire, stampare, fare ricerche e link ai testi integrali degli articoli della rivista e ha il permesso di usarli per ogni altro scopo legittimo. In casi eccezionali segnaliamo anche testi ad accesso chiuso – ovviamente non pubblicati da noi – avendo però cura di schedarli nel modo più esauriente possibile affinché il lettore sia facilitato se desidera seguire la politica di citazione da noi suggerita (English version).

4 Di che cosa si occupa il “Bollettino telematico di filosofia politica”?

Ci interessa la filosofia politica nel senso più ampio del termine, dallo studio dei classici fino all’analisi dei fenomeni contemporanei, come è possibile vedere dal tipo di articoli che selezioniamo. Ma ci piace occuparci anche, e in particolare, di quel suo lato felicemente detto da Clay Shirky “sperimentale“, perché pensiamo che la comunicazione del sapere sia parte del lavoro e della responsabilità dei ricercatori.

5 Ma siete una rivista scientifica?

Per chi crede che la scientificità sia conferita da un bollo del governo: sì, noi ce ne fregiamo.
A tutti gli altri dedichiamo questa citazione di Kant:

Il monarca reca detrimento alla sua stessa maestà se si immischia in queste cose ritenendo che gli scritti nei quali i suoi sudditi mettono in chiaro le loro idee siano passibili di controllo da parte del governo: sia ch’egli faccia ciò invocando il proprio intervento autocratico ed esponendosi al rimprovero: Caesar non est supra grammaticos; sia, e a maggior ragione, se egli abbassa il suo potere supremo tanto da sostenere il dispotismo spirituale di qualche tiranno del suo stato, contro tutti gli altri suoi sudditi (AK VIII, 40).

6 Ma praticate la revisione paritaria?

Certo Il nostro sistema a doppio livello, composto da archivi aperti e da un overlay journal, ci consente di selezionare e segnalare gli articoli che riteniamo utili e interessanti senza censurare quanto, dal nostro punto di vista, non lo è, ma che qualcun altro potrebbe apprezzare più di noi. La trasparenza sia sul piano della pubblicazione sia su quello della selezione rende possibile a chiunque controllare come lavoriamo. Conoscete una rivista ad accesso chiuso che possa offrire un grado di pubblicità paragonabile?
La precedente versione del btfp praticava la revisione paritaria ex ante, pubblicando gli articoli rifiutati in un’apposita pagina, in modo tale da rendere trasparenti le nostre scelte senza censurare nessuno. Inoltre, grazie a Hyperjounal, ci era possibile lavorare in triplo cieco, come nessun’altra rivista fa: l’autore depositava l”articolo in modo anonimo, associandogli una password che il sistema conservava in modo che fosse nota soltanto a lui. In questo modo la redazione conosceva il suo nome solo dopo l’accettazione o il rifiuto del testo: le era dunque impossibile selezionare i revisori in modo da sfavorire i nemici e favorire gli amici. Come tutti i progetti basati su software libero, Hyperjournal avrebbe avuto bisogno di una massa critica di riviste che lo adottassero. Questo non è avvenuto. Alla fine noi stessi, non essendo riusciti a rendere più equa la revisione paritaria ex ante, abbiamo preferito un sistema che permettesse la discussione dei testi ex post.

7 Come posso (ri-)pubblicare con voi?

Basta depositare un articolo in un qualche archivio aperto – per esempio Zenodo.org – e segnalarcelo. In alternativa stiamo sperimentando la revisione paritaria aperta: chiunque può fungere da revisore, commentando l’articolo di volta in volta sottoposto alla procedura. Chi commenta fa un favore all’autore, migliorando il suo testo, e uno a se stesso, facendosi conoscere. Diamo notizia dei nuovi articoli sottoposti alla revisione paritaria aperta su queste pagine e su Mastodon.

8 Se deposito un contributo qui, posso ripubblicarlo altrove?

Certamente! Non ci interessano i monopoli intellettuali, ma la libertà dell’uso pubblico della ragione. Per questo non chiediamo che ci venga ceduto il copyright e i diritti di pubblicazione.
Le segnalazioni da parte della redazione – e in generale quanto è pubblicato per la prima volta sulla rivista – sono invece soggette a una licenza Creative Commons by-sa.

9 Avete un comitato scientifico?

Sì. È composto da Carmelo Calabrò, Brunella Casalini, Roberto Caso, Pierpaolo Ciccarelli, Dino Costantini, Nico De Federicis, Francesca Di Donato, Roberto Gatti, Roberto Giannetti, Angelo Marocco, Claudio Palazzolo, Gianluigi Palombella, Maria Chiara Pievatolo, Daniela Tafani.

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