FAQ

Che cosa sono le quattro libertà della cultura libera?

Costruite sul modello delle quattro libertà del software libero, si applicano alla cultura in generale come:

  • libertà di usare l’opera e di goderne i benefici derivanti dall’uso
  • libertà di studiare l’opera e di impiegare la conoscenza da essa ricavata
  • libertà di creare e ridistribuire copie, totali o parziali, dell’informazione o espressione
  • libertà di fare modifiche e miglioramenti e di distribuire opere derivate

Una definizione più dettagliata, tradotta anche in italiano, si può trovare qui.

Che cos’è la pubblicazione ad accesso aperto?

Come  scrive Peter Suber  “la letteratura ad accesso aperto (Open Access, OA) è digitale, online, gratuita e libera da buona parte delle restrizioni dettate dalle licenze per i diritti di sfruttamento commerciale. Queste condizioni sono possibili grazie ad Internet e al consenso dell”autore o del titolare dei diritti d”autore”.

Il “Bollettino telematico di filosofia politica” in quanto overlay journal è anche strutturalmente ad accesso aperto: i testi che segnaliamo sono o già depositati nell’archivio Marini, oppure resi pubblici  altrove. Le segnalazioni, a loro volta, anche quando raggiungono la consistenza di veri e propri articoli, sono rese accessibili a tutti al momento stesso della pubblicazione sotto una licenza Creative Commons by-sa.

In altre parole, il lettore può leggere, scaricare, copiare, distribuire, stampare, fare ricerche e link ai testi integrarli degli articoli della rivista e ha il permesso di usarli per ogni altro scopo legittimo. In casi eccezionali segnaliamo anche testi ad accesso chiuso – ovviamente non pubblicati da noi – avendo però cura di schedarli nel modo più esauriente possibile affinché il lettore sia facilitato se desidera seguire la politica di citazione da noi suggerita (English version).

Che cos’è un overlay journal?

Come indica il nome, un overlay journal è una rivista copertina che segnala testi già resi pubblici altrove. Nel nostro caso, l”archivio ad accesso aperto di riferimento è l”archivio “Giuliano Marini”.

Di che cosa si occupa il “Bollettino telematico di filosofia politica”?

Ci interessa la filosofia politica nel senso più ampio del termine, dallo studio dei classici fino all’analisi dei fenomeni contemporanei, come è possibile vedere dal tipo di articoli che selezioniamo. Ma ci piace occuparci anche, e in particolare, di quel suo lato felicemente detto da Clay Shirky “sperimentale“, perché pensiamo che la comunicazione del sapere sia parte del lavoro e della responsabilità dei ricercatori.

Ma siete una rivista scientifica?

Per chi crede che la scientificità sia conferita da un bollo del governo: sì, noi ce ne fregiamo e continuiamo a fregiarcene, nell’area 14 (scienze politiche e sociali) e nell’area 11 (scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche).  A tutti gli altri dedichiamo questa citazione di Kant:

Il monarca reca detrimento alla sua stessa maestà se si immischia in queste cose ritenendo che gli scritti nei quali i suoi sudditi mettono in chiaro le loro idee siano passibili di controllo da parte del governo: sia ch’egli faccia ciò invocando il proprio intervento autocratico ed esponendosi al rimprovero: Caesar non est supra grammaticos; sia, e a maggior ragione, se egli abbassa il suo potere supremo tanto da sostenere il dispotismo spirituale di qualche tiranno del suo stato, contro tutti gli altri suoi sudditi (AK VIII, 40).

Avete un comitato scientifico?

Sì. E’ composto da Carmelo Calabrò, Brunella Casalini, Roberto Caso, Dino Costantini, Nico De Federicis, Francesca Di Donato,  Roberto Gatti, Roberto Giannetti, Angelo Marocco, Claudio Palazzolo, Gianluigi Palombella,  Maria Chiara Pievatolo.

Ma praticate la revisione paritaria?

Certo  Il nostro sistema a doppio livello, composto da un archivio aperto e da un overlay journal, ci consente di  selezionare e segnalare gli articoli che riteniamo utili e interessanti  senza censurare quanto, dal nostro punto di vista, non lo è, ma che qualcun altro potrebbe apprezzare più di noi. La trasparenza sia sul piano della pubblicazione sia su quello della selezione rende possibile a chiunque  controllare come lavoriamo. Conoscete una rivista ad accesso chiuso  che possa offrire un grado di pubblicità paragonabile?

La precedente versione del btfp praticava la revisione paritaria ex ante, pubblicando gli articoli rifiutati in un’apposita pagina,  in modo tale da rendere trasparenti le nostre scelte senza censurare nessuno. Inoltre, grazie a Hyperjounal, ci era possibile lavorare in triplo cieco, come nessun’altra rivista fa:  l’autore depositava l”articolo in modo anonimo,  associandogli una password che il sistema conservava in modo che fosse nota soltanto a lui.  In questo modo la redazione  conosceva il suo nome solo dopo l’accettazione o il rifiuto del testo:  le era dunque impossibile selezionare i revisori in modo da sfavorire i nemici e favorire gli amici.

Come tutti i progetti basati su software libero, Hyperjournal avrebbe avuto bisogno di una massa critica di riviste che lo adottassero. Questo non è avvenuto. Alla fine noi stessi, non essendo riusciti a rendere più equa la revisione paritaria ex ante,  abbiamo preferito un sistema che permettesse la discussione dei testi ex post

È possibile collaborare con voi?

La nostra nuova veste è pensata per minimizzare il lavoro redazionale di composizione e proofreading. Abbiamo tuttavia ancora bisogno di lettori esperti che ci aiutino a selezionare i contributi all’archivio Marini meritevoli di essere segnalati sulla rivista.  Però prima dobbiamo conoscerci:  comincia a contribuire seguendo le indicazioni che trovi qui. Se segnaleremo sulla rivista almeno tre testi scritti da te, scrivici per discutere di che cosa potresti fare con noi.

Ma non c’è un modo più semplice?

In effetti, sì. Stiamo sperimentando la revisione paritaria aperta: chiunque può fungere da revisore, commentando l’articolo di volta in volta sottoposto alla procedura. Chi commenta fa un favore all’autore, migliorando il suo testo, e uno a se stesso, facendosi conoscere. Per avere notizia delle call, basta seguire il nostro feed rss o il nostro servizio Twitter.

Segnalate anche articoli depositati altrove?

Certamente, se li riteniamo interessanti, ma soltanto a condizione che siano ad accesso aperto.  Chi volesse suggerirci contenuti ad accesso aperto disciplinarmente pertinenti  e a suo parere meritevoli di essere segnalati può scrivere alla redazione.

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Dimostra che sei umano:

Se deposito un contributo qui, posso ripubblicarlo altrove?

Certamente! Non ci interessano i monopoli intellettuali, ma la libertà dell’uso pubblico della ragione. Per questo non chiediamo che ci venga ceduto il copyright:  all’atto del deposito l’archivio Marini propone agli autori l’adozione una licenza Creative Commons a loro scelta, purché compatibile con i principi dell’accesso aperto.

Le segnalazioni da parte della redazione – e in generale quanto è pubblicato per la prima volta sulla rivista – sono invece soggette a una licenza Creative Commons by-sa.

Posso depositare nell’archivio Marini anche opere già pubblicate altrove?

Certamente, se, nel tuo contratto con l”editore, hai mantenuto il diritto di farlo.  Per quanto concerne gli articoli su rivista o in opere collettive,  l’articolo 42 della legge italiana sul diritto d’autore  recita:

L”autore dell”articolo o altra opera che sia stato riprodotto in un”opera collettiva ha diritto di riprodurlo in estratti separati o raccolti in volume, purché indichi l”opera collettiva dalla quale è tratto e la data di pubblicazione.

Trattandosi di articoli apparsi in riviste o giornali, l”autore, salvo patto contrario, ha altresì il diritto di riprodurli in altre riviste o giornali.

Che cos’è l’identificatore NBN attribuito agli articoli depositati nell’Archivio Marini?

NBN è l’acronimo di National Bibliography Number. Si tratta di un identificatore persistente che individua univocamente ogni oggetto sottoposto a deposito legale nelle nostre tre biblioteche nazionali. Per maggiori informazioni si rinvia al sito depositolegale.it.

Addebitate agli autori degli APC o, peggio, degli ASP?

APC è l’acronimo di Article Processing Charges. APC è l’acronimo di Article Submission Charges. Si tratta di prezzi che alcune riviste ad accesso aperto, o perché necessitate dalla quantità industriale dei testi proposti, o perché francamente a vocazione commerciale, impongono agli autori rispettivamente o per la pubblicazione o per la proposta di un loro testo.

Il “Bollettino telematico di filosofia politica” è un’attività sperimentale collaterale di un gruppo di studiosi. Per questo non chiediamo soldi agli autori e non abbiamo intenzione di cominciare a farlo in futuro. Siamo infatti  convinti che la comunicazione scientifica possa permettersi il lusso di essere artigianale – o, se  preferite, amatoriale – e non abbia bisogno della costosa organizzazione aziendale che gli editori commerciali, in quanto tali, ritengono indispensabile.

In quali database siete indicizzati?

Ci siamo registrati su Google Scholar. Installando su Firefox Scholar h-index calculator si può vedere il nostro indice h – o anche l’h5 – e confrontarlo con quello delle principali riviste italiane.

Abbiamo inoltre concluso positivamente la trattativa, partita da una loro proposta, per l’indicizzazione su ebsco. Siamo, naturalmente, nel catalogo ACNP dei periodici italiani, e inclusi nel patrimonio di molte biblioteche del mondo: un piccolo campione si può vedere su Worldcat. Facciamo orgogliosamente parte del DOAJ. Ci siamo accorti di essere anche sul portale Treccani e in molti altri posti ancora, come può vedere chiunque sappia usare un motore di ricerca. Non abbiamo intenzione di farci indicizzare da Scopus o da Wos, almeno  finché i loro database, parziali, proprietari e ad accesso chiuso, verranno usati per la valutazione della ricerca.

Gli articoli ospitati dall’archivio Marini, grazie al plugin nbn, vengono anche depositati legalmente come documenti digitali nelle bibiioteche nazionali.

Do you accept papers in languages other than Italian?

We do welcome papers in English language. If, in your browser settings,  English is your preferred language for displaying pages, you should be able to interact with the Archivio Marini English interface.

The Archivio Marini is the “Bollettino telematico di filosofia politica” open access repository. To submit a paper you should register, log in the repository and upload your document in PDF format.  After a first, cursory editorial check, it will be published in the archive. Then, if our referees evaluate it as scientifically interesting, it will be indexed and reviewed in our overlay journal as well.

We are an open access journal, allowing readers to read, download, copy, distribute, print, search, or link to the full texts of its articles and to use them for any other lawful purpose. Hence, authors may hold their copyright and their publishing rights, provided they deposit their articles under a license that is compatible with our licensing policy.

If you need  more information, ask us.

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