Tetradrakmaton

I Greci tra oralità e scrittura

Bollettino telematico di filosofia politica
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Ultimo aggiornamento 29 aprile 2003

L'invenzione della scrittura

I ritrovamenti archeologici nella zona mesopotamica di Uruk permettono di datare il primo codice scritto della storia dell'uomo intorno al 3200 a.C. (scrittura sumerica cuneiforme)
Tale codice è il prodotto di diverse fasi, ciascuna delle quali ha al centro un riarrangiamento di metodi utilizzati in precedenza. Si tratta di un processo non lineare di cui Denise Schmandt Besserat ricostruisce alcune tappe.
Il primo momento, antecedente l'origine della vera e propria scrittura, è l'invenzione delle cretule, sfere concave di argilla contenenti contrassegni tridimensionali di forma varia (piramidale, cilindrica, sferica) e relativa, ciascuna, ad una merce specifica (8000 a.C. -3500 a.C.). Le sfere di argilla sigillate e recanti all'esterno un numero crescente di informazioni vengono sostituite dalle tavolette d'argilla, su cui sono incisi i contrassegni bidimensionali, che proiettano sul piano i segni tridimensionali degli stessi oggetti (3200 a.C.); è questo il passaggio che segna l'evoluzione da un sistema di codice visivo ad un codice bidimensionale di segni. Nel 3100 a.C. compaiono le prime incisioni che indicano l'uso dei numerali, che precedono il contrassegno della merce, e un secolo più tardi sono presenti sulle tavolette in forma di rebus anche i nomi di venditori e compratori.

La scrittura ha origine prevalentemente a scopo di scambio economico permettendo il commercio tra popoli che non parlano la stessa lingua; è comunque possibile osservare, nei diversi sistema di scrittura del mondo antico, una diversità funzionale dipendente tanto dai contesti culturali quanto dalla finalizzazione del mezzo grafico. La prima attestazione relativa alla separazione della scrittura dalla contabilità è del 2800 a.C. Il ritrovamento di oggetti incisi nelle tombe sumeriche ha reso noto l'uso della chirografia per le pratiche funerarie. In Mesopotamia, nel 2000 a.C. la scrittura è usata in testi storici, religiosi, legali, scolastici e letterari, inclusa la poesia (D. Schmandt Besserat, Dalla contabilità alla letteratura, pp. 58-68). La decifrazione del sistema di scrittura sillabico lineare B (1750 - 1250 a.C.) ad opera di Michael Ventris (1952) ha confermato l'uso della scrittura a fini contabili e commerciali e ha permesso di rintracciare nel più antico sistema di scrittura europeo a noi comprensibile i tratti arcaici della lingua greca. La sua scoperta ha condotto all'individuazione di un carattere linguisticamente greco precedente l'invasione dei Dori e il cosiddetto Medioevo ellenico, l'età in cui i Greci perdono, per circa cinque secoli, l'uso della scrittura.

Accanto al sistema cuneiforme mesopotamico si sviluppano nel mondo molti e diversi sistemi di scrittura: i geroglifici egizi, le scritture lineari A e B minoica e micenea, la scrittura della Valle dell'Indo, quelle cinesi, maya, e azteca. Tutti i sistemi grafici almeno in parte risalgono a qualche tipo di pittografia e all'uso di oggetti simbolici, e molti sono costitutivamente ibridi.
A partire dall'VIII secolo si diffonde un particolare sistema di scrittura, anch'esso di derivazione sumerica, e più propriamente fenicia; si tratta dell'alfabeto fonetico greco, di cui i poemi omerici attestano per primi l'uso.


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