Tetradrakmaton

L'invenzione della politica

Bollettino telematico di filosofia politica
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Ultimo aggiornamento 15 ottobre 2002

Tucidide: la scienza della politica

Il carattere non favoloso [mythodes] di questi fatti li farà apparire forse meno piacevoli ad ascoltarsi; ma è sufficiente che li giudichino utili quanti vorranno investigare la realtà degli avvenimenti presenti e futuri, che di nuovo, secondo ciò che è umano, saranno i medesimi o simili. Si tratta di un possesso per sempre [ktema es aiei] e nn di un pezzo di bravura da ascoltarsi all'istante. [I.22.4]
Erodoto pensava le sue narrazioni come destinate ad affascinare un uditorio. Tucidide, di contro, ha chiaro il valore della scrittura come strumento di memoria storica nel senso moderno del termine: egli scrive sapendo che il testo permette al suo lavoro di non esaurirsi nella performance scenica (agonisma) ma di essere un possesso per sempre.
La padronanza del medium della scrittura gli permette di distinguere, come non era possibile nella cultura orale, la voce dell'istruzione dalla voce del piacere, e di produrre una storiografia consapevolmente scientifica, che prende le distanze dallo stile "mitico" o favolistico proprio di Erodoto, e mira ad accertare la verità dei fatti.
Dallo studio della storia Tucidide, come Machiavelli, deriva una scienza politica, la cui validità si fonda sul carattere invariabile della natura umana, e quindi sulla ripetitività e sulla sostanziale similitudine delle vicende storiche.
Per quanto la visione religioso-naturalistica di Erodoto possa essere distante dallo sguardo laico e scientifico di Tucidide, entrambi gli autori concordano su un punto importante: il mondo umano non è soggetto a progresso, ma rimane, naturalisticamente, uguale a se stesso. Per entrambi, inoltre, la storia interessa, perché dice qualcosa su di noi - cioè sulle leggi meccaniche o teleologiche cui anche noi siamo sottoposto.
La storia narra di creature che possono essere considerate nella loro collettività, e si rivolge a creature che di questa collettività fanno parte. Ci interessano le vicende della guerra del Peloponneso, raccontata da Tucidide, perché nessun evento e nessuna persona può essere considerata, in essa, come qualcosa di puntuale e isolato, ma è possibile scoprire in questa tessitura una legge collettiva, così come la "gloria" che il più antico Erodoto voleva tramandare con la sua indagine è connessa a qualcosa che merita di essere ricordato, perché il suo senso non si esaurisce in se stesso, ma insegna qualcosa anche a noi.


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