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What Creative Commons License should I use?

L’ultimo libro di Kathleen Fitzpatrick, Generous Thinking. The University and the Public Good, si chiede se, perché e come sia ancora raccomandabile e possibile, per l’università praticare la liberalità in un ambiente in cui è dovunque imposto il modello della competizione in luogo di quello del servizio.

L’accesso aperto caldeggiato dalle istituzioni dell’Unione Europea è un’ attuazione di questo ideale liberale, o non rischia di ridursi invece a un sistema di mercificazione del sapere entro un orizzonte esclusivamente economico? “Liberalità e apertura” – scrive infatti il filosofo della scienza Michael Hagnar- “hanno due significati: come commons, l’OA rappresenta un bene universalmente disponibile; come merce (commodity), forma un gigantesco serbatoio di dati aperti  da cui coloro che godono dell’accesso alle tecnologie appropriate possono attingere perseguendo i propri interessi materiali.

Come si può essere generosi sotto un diritto positivo che rende facile rivendicare la proprietà verso tutti e per sempre ma difficile donare a tutti e per sempre? L’articolo propone una risposta parziale alla questione distinguendo fra due concetti di generosità, una  “debole”, rappresentata dalla licenza CC-by, per la quale l’autore rinuncia a tutti i suoi diritti alienabili, e una “forte”, rappresentata dalla GPL e dalla CC-by-sa per la quale l’autore mantiene alcuni diritti perché desidera che la sua opera non sia soltanto accessibile a tutti, ma contribuisca all’espansione dei beni comuni.

Bozzetto per la copertina del volume Ossi di seppia di Eugenio Montale Einaudi Torino

Nell’emergenza pandemica la didattica universitaria è stata sostituita dalla teledidattica, a cui tutti si sono generosamente prestati e di cui già molti docenti universitari facevano uso come strumento di sostegno per gli studenti-lavoratori. Ciò, però, non implica affatto che essa sia la chiave che rende l’università accessibile. In un momento di gravissima crisi in cui non possiamo più permetterci di lasciare le nostre risorse intellettuali inespresse, l’esigenza – com’è stato notato – sarebbe di rendere l’università non virtuale, bensì gratuita.

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Mani alzate

L’articolo di Romina Perni È possibile un'”educazione alla pubblicità”? Una riflessione sul progresso in prospettiva kantiana affronta l’importante tema dell’uso pubblico della ragione, con la sua funzione di emancipazione umana e di controllo del potere, per chiedersi se alla pubblicità della discussione scientifica e giuridica sia possibile educare. La sua interpretazione di Kant è fortemente influenzata dalla prospettiva di Hannah Arendt.

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Trionfo della morte: particolare

Oggi, in un mondo che sta rivelando la sua fragilità, si levano forti le voci per un’inversione radicale delle strategie economiche, fuori dalla stretta delle politiche di bilancio europee e per un welfare universale, con un investimento pubblico che garantisca la tenuta del sistema per il bene comune. I promotori dell’appello “Disintossichiamoci” ne parlano, chiedendo alcune azioni per contrastarli, in una lettera aperta al presidente del consiglio e ai ministri dell’università, della ricerca e dell’istruzione.

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Copertina libro

La collana ad accesso aperto Methexis si è arricchita di un nuovo volume edito da Firenze University Press, scritto da Luca Michelini: Il nazional-fascismo economico del giovane Franco Modigliani. L’autore, storico del pensiero economico, indaga sull’influenza dell’adesione di Franco Modigliani al nazionalismo fascista sulle sue tesi più mature e note, poste in una cornice filosofico-politica molto diversa.

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