Tetradrakmaton

Il Fedone di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Dimostrazione dell'immortalità dell'anima (102b-107b)

Quando applichiamo le idee agli oggetti dell'esperienza senza mescolare i due piani alla maniera degli antilogikoi, possiamo dire senza contraddizione che Simmia è più alto di Socrate e più piccolo di Fedone e che in lui c'è a un tempo altezza e piccolezza (102b). Socrate è più piccolo di Simmia non perché è lui, ma perché ha piccolezza relativamente all'altezza dell'altro; Simmia, a sua volta, è più piccolo di Fedone non perché Fedone è Fedone, ma perché quest'ultimo ha altezza rispetto alla sua piccolezza (102c). Simmia, dunque, ha altezza rispetto a Socrate e piccolezza rispetto a Fedone. Socrate dice di parlare come un libro (syngraphikos), ossia con grande precisione, perché desidera che Cebete arrivi a pensarla come lui (102d) Contrari indiretti

Degli individui empirici chiamati Socrate, Simmia e Fedone si può predicare a un tempo bassezza e altezza confrontandoli l'uno con l'altro senza contraddizione, applicando i predicati di alto e basso in maniera relativa, ciò rispetto alle comparazioni da noi compiute. Gli oggetti dell'esperienza e le idee non sono, infatti, allo stesso livello: Simmia non è alto e basso nello stesso rispetto, ma alto in relazione a Socrate e basso in relazione a Fedone. Lo stesso, naturalmente, non vale per le idee: Simmia può, relativamente, accogliere ora l'altezza, ora la piccolezza; l'alto però non può essere piccolo (non alto), o diventare piccolo accogliendo in sé la piccolezza (102e). Questo, infatti, violerebbe il principio di non contraddizione.

Uno dei presenti obietta che Socrate stesso aveva però sostenuto che gli opposti nascono dai loro opposti. Come si può affermare, ora, che gli opposti sono reciprocamente incompatibili (103a)? Prima - risponde Socrate distinguendo i livelli - si diceva che gli opposti vengono a essere dagli opposti riferendosi a cose; ora, invece, ci si riferisce alle idee (103b). Un bambino che cresce può diventare alto, da basso che era. L'alto in sé, l'idea di alto, non può coerentemente diventare il suo opposto: è un paradigma che può essere usato come tale solo se rispetta il principio di identità, rimanendo uguale a se stesso. 51

Questa incompatibilità logica può essere resa ulteriormente complessa: per esempio, l'idea di tre e quella di pari non sono formalmente in reciproca contraddizione. Il tre, però, appartiene - essenzialmente e non accidentalmente - alla classe dei numeri dispari. In quanto appartenente a questa classe, il tre è incompatibile anche con l'opposto del dispari, vale a dire il pari - anche se i singoli numeri pari gli sono semplicemente distinti (103d-105b).

Possiamo stabilire indirettamente un rapporto di contrarietà fra il tre e il pari indicando che cosa ci permette di caratterizzare un numero intero come pari o dispari, cioè abbandonando l'identità - che è sempre tautologica - e offrendo una definizione.Contrari e anima

Che cosa fa sì che un numero intero sia dispari? Se rispondiamo con il principio di identità otteniamo una tautologia: un numero dispari è dispari perché è dispari. La definizione ci informa invece che un numero è dispari in virtù dell'unità (105c). 52 Ebbene, chiede Socrate, che cosa fa sì che un corpo sia vivo? - L'anima! -, risponde Cebete (105c).

Se l'anima è l'elemento definitorio della vita, e la vita è l'opposto della morte (105d), essa sarà anche incompatibile con la morte - e quindi immortale (105e) e imperitura (106b). Quando il corpo muore il suo principio vitale, immortale, si allontana da esso, proprio come il fatto di aggiungere a tre mele una quarta mela non fa perire la disparità, ma la fa allontanare, cioè non ci permette più di predicarla dei quattro frutti davanti a noi (106c-e).

L'inferenza di Socrate è costruita tutta sulla causa formale e convince i due tebani, sebbene - dice Simmia - con i tutti dubbi ispirati dalla consapevolezza della debolezza umana. 53 Socrate gli dà ragione e lo invita a continuare la ricerca, aggiungendo che le sue ipotesi iniziali meriterebbero di essere esaminate più attentamente (107b). 54

Approfondimento



[ 51 ] A differenza che nella Repubblica, nel Fedone, a mio parere, è possibile interpretare il testo in modo che le idee siano se stesse per identità e non per autopredicazione. Si veda, per una mappa della questione, il testo di Alan Silverman suggerito come lettura di approfondimento.

[ 52 ] Infatti i numeri interi pari sono divisibili per due, mentre quelli dispari no. Un numero dispari può, dunque, essere scritto così:

2Z + 1

Il "+1" di questa formula è l'unità che fa la differenza fra pari e dispari nella definizione di Socrate.

[ 53 ] Come possiamo essere certi che nel mondo dell'esperienza, che è il mondo in cui Socrate muore, vi sia effettivamente qualcosa in grado di partecipare alle qualità formali dell'anima come è stata definita nel mondo delle idee? Cfr. n. 27.

[ 54 ] Infatti in Fedro 245c ss. si trova un argomento diverso: l'anima è immortale perché, muovendosi da sé senza esser mossa da altro, può essere considerata come un principio. Nell'idealismo platonico il sapere presuppone necessariamente l'autonomia e l'autosufficienza della coscienza.

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Il Fedone di Platone by Maria Chiara Pievatolo is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.
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