La via verso l'alto: autonomia dell'anima e politica nella Repubblica di Platone

11. Politica e filosofia

Nell'ermeneutica della via ascendente, la filosofia ha il diritto e il dovere di sottoporre a critica il dato storico ed economico. La politica, che ha il compito di essere efficace, deve invece fare i conti con questo dato come con un vincolo. Stando così le cose, le linee di condotta della politica, proprio perché fanno riferimento a realtà storiche contingenti, sono - consapevolmente - la parte più accidentale del pensiero di Platone. Se un platonico moderno volesse riproporre il progetto di una repubblica fondata sulla comunità della conoscenza e sull'autonomia dell'anima razionale, si troverebbe ancora di fronte ai tre vincoli dell'economia, dell'eros privato e della retorica, ma i loro caratteri - storici - sarebbero profondamente diversi.

Platone non era un pensatore astratto e matematizzante, come lo ha rappresentato la tradizione novecentesca. 28 Si proponeva, piuttosto, di fare una politica della filosofia, per costruire una società della conoscenza fondata sull'autonomia della ragione. Questo lo condusse a dare per scontati - in una prospettiva pratica - alcuni limiti della politica del suo tempo: la sua critica all'economia, che avrebbe potuto essere tanto radicale quanto il suo rifiuto della discriminazione sessuale, rimane incompiuta, alla mercé del lettore, la critica alla famiglia è costruita sull'oikos antico, schiavista e patriarcale; la teoria della comunicazione politica è costruita sul mito. Così, nel suo pensiero, politica e filosofia si confrontano in una lotta mortale, che alla fine ha una soluzione coerente solo nella filosofia, e non nell'antropologia politica.

Chi legge la Repubblica seguendo la via in discesa rischia di disconoscere il Platone filosofo a favore del Platone politico. La via ascendente, di contro, permette di cogliere il suo pensiero nel suo merito filosofico più durevole: la scoperta dell'autonomia della ragione e il tentativo di darle un ruolo direttivo non solo nella comunità scientifica, ma anche in quella politica. Il Pireo in cui Socrate discende è oggi un luogo molto diverso, e con diverse servitù: ma il problema di costruire una comunità scientifica e politica compatibile con l'autonomia della ragione ritorna continuamente dal mondo dei morti - a meno che non vogliamo ridurre la filosofia politica a intrattenimento retorico, nell'orizzonte angusto dell'attualità cronistica.



[ 28 ] Perfino E. Havelock («Plato's Politics and the American Constitution», Harvard Studies in Classical Philology, Vol. 93 (1990), pp. 1-24), verso la fine della sua vita, scriveva che il pensiero di Platone è politicamente inapplicabile e pericoloso per il suo stile matematizzante, che gli fa dimenticare il carattere contingente dell'uomo, a favore di un progetto astratto di ingegneria sociale.

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La via verso l'alto: autonomia dell'anima e politica nella Repubblica di Platone by Maria Chiara Pievatolo is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.
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