La via verso l'alto: autonomia dell'anima e politica nella Repubblica di Platone

8. I vincoli della politica: l'eros privato

Anche se Platone non sviluppa interamente le premesse della sua critica politica all'economia, l'economia rimane per lui un problema politico - e lo rimane tanto più in quanto la struttura economica schiavista resta intatta. Sia l'amore per la conoscenza, sia l'amministrazione della cosa pubblica diventano possibili solo se riusciamo ad elevarci al di sopra dei nostri interessi particolari.

... plasmiamo [la polis] felice non prendendo da parte pochi [singoli] in essa e facendoli tali [lett. “ponendoli come tali”], ma tutta intera (holen) (Resp. 420c).

Nel IV libro della Repubblica Socrate afferma che il primato dell'interesse collettivo è essenziale per il felice funzionamento della città nel suo complesso, intesa come un intero. Se ci si preoccupasse solo del benessere di alcune persone, nessuno farebbe più il suo lavoro e la polis verrebbe distrutta. Questo vale soprattutto per quanto concerne i governanti, perché è da loro che dipende la buona amministrazione e la felicità della città (421a-c). Socrate, in altre parole, non contrappone alla collettività l'individuo come un atomo, ma i singoli particolari, con tutti i loro interessi plurali e svariati. 23

Questi interessi sono utili per l'economia della città - non a caso nella Repubblica si conserva una classe di artigiani - ma diventano pericolosissimi non appena pretendono di essere politici. Gli interessi particolari dei singoli, proprio in quanto particolari, non sono in grado di farsi interessi di tutti, se non sottoponendo la città all'arbitrio e alla prevaricazione. Occorre, pertanto, accettarli e controllarli, nella misura in cui servono alla sopravvivenza della città, ma devono essere tenuti il più possibile lontano dalla politica.

L'oikos privato, che Platone tratta come essenziale per l'economia, deve dunque essere eliminato dalla politica. In una sorta di comunismo dei funzionari dello stato, 24 le classi governanti non dovranno avere né famiglia né proprietà privata: matrimonio e procreazione dovranno diventare comuni come cose di amici (424a) Una volta eliminata la famiglia, non ci sarà più motivo di discriminare uomini e donne nell'educazione e nell'accesso alle funzioni politiche e militari.

Ma persone che vivono insieme e hanno esperienze comuni saranno indotte all'unione per necessità (anankais) non geometriche ma erotikais, cioè "amorose" (458d). Se la famiglia viene collettivizzata, la vita sessuale, in quanto ha a che vedere con la riproduzione dei cittadini, diventa una questione politica. L'eros riproduttivo è dunque sottoposto a un rigido controllo, con un programma di accoppiamenti eugenetici, per legittimare il quale le autorità politiche possono anche ricorrere alla menzogna e all'inganno (459c-d), per l'utilità dei governati.

Nel secondo libro della Politica (1261b), Aristotele critica Platone. La famiglia, da privata, può diventare di "tutti", in due sensi molto diversi. Può essere di tutti in senso distributivo - e in questo caso ciascuno sente ciascuna donna e ciascun ragazzo particolare come propri - oppure in senso collettivo - e in questo caso, che è quello di Platone, donne e figli appartengono a tutti, tutti insieme. Che ciascuno abbia un interesse particolare per ciascun altro, è bello ma impossibile; se invece tutti hanno qualcosa insieme si produce una conflittualità diffusa, oppure un generale disinteresse per la res publica, perché nessuno la sente come propria. Un genuino e solido interesse pubblico si costituisce solo con la mediazione delle particolarità: a ciascuno sarà più facile sentire come propria una città che aggrega la sua famiglia, piuttosto che una polis che la abolisce e che lo pretende fedele a una collettività lontana e astratta. 25



[ 23 ] Per una argomentazione più particolareggiata di questa interpretazione, si veda il mio ipertesto La Repubblica di Platone, "Bollettino telematico di filosofia politica", 2006-2007, in particolare qui.

[ 24 ] Si veda C. Quarta, L'utopia platonica, Milano, Angeli, 1985, pp. 150-189.

[ 25 ] Si veda A.Saxonhouse, «Family, Polity & Unity: Aristotle on Socrates' Community of Wives», Polity, Vol. 15, No. 2. (1982), pp. 202-219.

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