Web semantico: breve linkografia ragionata

Francesca Di Donato

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20 marzo 2005

21-03-2005 13:30:19


Sommario

Introduzione
Linkografia

Introduzione

Con “semantic web” si intende qui il recente orientamento del World Wide Web Consortium (W3C) in merito allo sviluppo dell’architettura del Web. La scommessa che il W3C ha fatto propria da circa cinque anni è di far diventare la rete in grado di interpretare le nostre richieste; da un punto di vista tecnico, ciò è reso possibile strutturando l'informazione in modo tale che i documenti non restino “isole di dati” ma diventino invece “data base aperti” da cui un programma possa attingere informazioni. “Informazione semantica” significa, banalmente, informazione che ha un significato, vale a dire che è riferita ad un contesto; ma con web semantico si intende qualcosa di più complesso, che, in parte, è ancora in corso di definizione e di cui questa linkografia ragionata cerca di definire i termini principali. Il discorso sulla tecnologia è infatti intrecciato a quello della scienza, e riguarda non solo gli “esperti del settore”, ma interessa anche e soprattutto i fruitori delle nuove tecnologie.

Se quella del “semantic web” è una storia futura, e in quanto tale è difficile da raccontare, vale tuttavia la pena tentare di introdurre qualche definizione, perché la riflessione in atto che riguarda la struttura dell’informazione – e in particolare l’interazione tra il Web e i programmi applicativi che permettono di connettervisi, in primo luogo i browser è, assieme, una riflessione pubblica sulle tecnologie del discorso, che coinvolge termini tecnici, filosofici e politici, e che riguarda l’universalità del sistema e la pubblicità del sapere. Coglierne gli elementi aiuta a suggerire gli sviluppi cui queste innovazioni daranno luogo, e a mettere in guardia dagli eventuali pericoli.

Linkografia

[definizione]. Il Semantic Web sul sito del W3C: http://www.w3.org/2001/sw/

“The Semantic Web provides a common framework that allows data to be shared and reused across application, enterprise, and community boundaries. It is a collaborative effort led by W3C with participation from a large number of researchers and industrial partners. It is based on the Resource Description Framework (RDF), which integrates a variety of applications using XML for syntax and URIs for naming”.

"The Semantic Web is an extension of the current web in which information is given well-defined meaning, better enabling computers and people to work in cooperation." -- Tim Berners-Lee, James Hendler, Ora Lassila, The Semantic Web, Scientific American, May 2001

Sul sito si trovano le specifiche tecniche, le pubblicazioni più importanti e diverse presentazioni.

[storia]. T.B. Lee, L'architettura del nuovo web, Feltrinelli, Milano 2004.

In questo libro, disponibile in italiano ma non scaricabile liberamente dalla rete, l’inventore del Web ne racconta la genesi e la storia in termini non tecnici.

[filosofia]. T. Berners-Lee, The World Wide Web - Past, Present and Future. Japan Prize 2002, Commemorative lecture, http://www.w3.org/2002/Japan/Lecture.html

Si veda la scheda di lettura presente in questo ipertesto.

[architettura].  ] T. Berners-Lee, Design Issues. Architectonic and philosophical points http://www.w3.org/DesignIssues/

E’ un enorme ipertesto ad opera di Tim Berners-Lee, che contiene “affermazioni su principi architettonici che spiegano le idee alle spalle delle specifiche, rivolte alla comunità tecnica per spiegare le ragioni e offrire un quadro di riferimento che garantisca consistenza agli sviluppi futuri, ed eviti discussioni ripetute, una volta risolte”.

“I have found that, having started this set of notes in 1990 in the (for me) novel medium of hypertext, it has been difficult to tear free of it: my attempts to lend hierarchical or serial order have been doomed to failure. Further, as ideas and these web pages have evolved, it has been important for me to be able to reorganize my thoughts, grab a new leaf, shake the tree and regard it as the root. So the reader needs to be aware of this, that each page may be an attempt to put across a given concept serially, but if you are looking for an order of concepts and subconcepts, you have as much hope as you would with words in the dictionary. I can sympathise with Ted Nelson whose Litterary Machines has "a Chapter Zero, several Chapters One, one Chapter Two, and several Chapters Three", not to mention with Ludwig Wittgenstein whose Philosophical Investigations have only paragraph numbers for structure.” Preface: http://www.w3.org/DesignIssues/Preface.html

[slide architettura] .  T. Berners-Lee, Slide: Architecture http://www.w3.org/2000/Talks/1206-xml2k-tbl/slide10-0.html

La figura definisce i principi del sistema e il loro rapporto. Alcuni elementi di questa architettura, dal verde in su, sono ancora molto vaghi o (vedi la firma digitale) sono in parte esterni allo sviluppo del Web.

[organizzazione] . World Wide Web Consortium (W3C) http://www.w3.org

Il consorzio è stato fondato nel 1994 allo scopo di favorire, tramite specifiche tecniche aperte, l' interoperabilità e l'evoluzione del Web.

Sostenuto da MIT, dove ha sede principale e ospite, in Europa, non più del CERN ma del francese INRIA (Institut Nationale de Recherche en Informatique et en Automatique), il W3C si occupa di sviluppare e diffondere le linee guida del Web e la documentazione relativa. Il sito contiene le raccomandazioni ufficiali e molta letteratura su ogni tecnologia adottata o promossa dal Consorzio, nonché diversi tools –programmi consigliati. L'iscrizione al consorzio è aperta a tutte le associazioni, commerciali e statali, profit e no, e subordinata al pagamento di una quota associativa (attualmente di circa 8.000 dollari l’anno); sono membri del consorzio dal principio, oltre al MIT e all’INRIA, già ricordati, grandi aziende tra cui IBM, Hewlett Packard, Netscape.

[analisi]. J. Allen, Making a Semantic Web http://www.netcrucible.com/semantic.html

“Il web ha rivoluzionato il modo di comunicare perché si è diffuso su scala platenaria: a partire da poche scelte tecniche fondamentali una qualsiasi pagina pubblicata su un server poteva essere letta da chiunque fosse connesso, ed essere collegata, tramite un link ipertestuale, a qualunque altra pagina. Constatiamo ogni giorno le grandi possibilità che questo mezzo ci offre; e tuttavia, il web semantico è nato dall’ipotesi di poter fare qualcosa in più.”

L’analisi di Joshua Allen è un’introduzione ai concetti fondamentali alla base del web semantico (natura e funzione dei metadati, rapporto tra metadati e tools per la raccolta e l’interscambio, esigenza di standard che favoriscano la portabilità dell’informazione). Allen illustra alcune implicazioni pratiche che le tecnologie del web semantico possono comportare. La parte sugli esempi, in particolare, è molto interessante.

[divulgazione] . T. Berners-Lee, J. Hendler, O. Lassila, The Semantic Web. A new form of Web content that is meaningful to computers will unleash a revolution of new possibilities http://www.sciam.com/article.cfm?articleID=00048144-10D2-1C70-84A9809EC588EF21

L'articolo molto noto, apparso su Science nel maggio 2001, prefigura uno scenario in cui, grazie ad agenti intelligenti, sul Web futuro sarà possibile ottenere informazioni personalizzate; utilizzando appositi filtri, nell’esempio dell’articolo, troveremo la clinica che fa per noi ed ogni informazione correlata utile che ci serve, velocemente e in modo automatizzato.

Pagine collegate in questo ipertesto:

F. Di Donato, Elementi di teoria dell’informazione. Il World Wide Web.

F. Di Donato, La ricerca come attività collaborativa e distribuita. Biblioteche e web: l’accesso al sapere scientifico

F. Di Donato, “The World Wide Web - Past, present, future. Exploring Universality” di Tim Berners-Lee