Tetradrakmaton

Il Simposio di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Il discorso di Pausania (180c-185c)

Dopo Fedro prendono la parola anche altri. Però, dal momento che Aristodemo non li ricorda, Apollodoro passa a riferire il discorso di Pausania.

Pausania critica Fedro per aver lodato Eros solo genericamente e ne propone una distinzione secondo una tassonomia dicotomica. A Eros si accompagna sempre Afrodite, la dea dell'amore, che la tradizione mitica tratta come duplice:

Corrispondentemente, ci sono due Eros, uno celeste e l'altro popolare (180e). Quale dei due è da lodare?

Le nostre azioni non sono di per sé né belle né brutte, ma sono rese tali dal modo in cui le facciamo. Anche Eros, dunque, deve essere celebrato solo quando fa amare in modo nobile (181a).

L'Eros popolare è proprio delle persone vili e fa amare indifferentemente donne e ragazzi; si rivolge al corpo e non all'anima e fa preferire chi è meno intelligente, perché gli interessa solo lo scopo e non il modo. Chi lo segue, dunque, si comporterà in modo casuale, e ne trarrà casualmente bene o male (181b-c). A questo Eros corrisponde l'Afrodite Pandemia, la cui origine partecipa del maschile e del femminile.

L'Eros celeste viene dall'Afrodite Urania, che ha origine soltanto maschile, è più antica e priva di hybris e ispira ad amare solo il sesso più forte e intelligente che è - era ovvio nella cultura greca - quello maschile (181c). Non a caso, ci si innamora dei ragazzi quando cominciano ad avere intelletto, cioè quando spunta loro la barba, per avere un rapporto di condivisione destinato a durare tutta la vita, e non si abusa della spensieratezza dei più giovani, per passare dall'uno all'altro (181d). 10 Ci vorrebbe un nomos (legge, ma anche convenzione o costume) che vietasse questo tipo di relazioni, il cui risultato è imprevedibile perché l'oggetto dell'amore è ancora troppo giovane (181e), simile a quella che vieta di avere relazioni amorose con donne libere. 11 E' per simili comportamenti che Eros è stato screditato e si è cominciato a ritener vergognoso concedere le proprie grazie a un amante (182a).

Pausania associa la libertà politica all'amore omosessuale, mettendo a confronto l'Elide e la Beozia, in cui è nomos accettarlo senza troppi discorsi (182b), con la Ionia - le parti dell'Asia minore colonizzate dai Greci - dominata dai barbari 12 , cioè soggetta al regime tirannico dell'impero persiano. Simili regimi reprimono ugualmente la pederastia, la filosofia e l'interesse per l'esercizio fisico, perché temono che i loro sudditi abbiano pensieri nobili, o forti rapporti di amicizia e di comunione come li può creare Eros. Che tutto questo sia pericoloso per loro, lo mostra la storia di Armodio e Aristogitone, i tirannicidi eroi dell'Atene democratica: l'amore di Aristogitone e l'amicizia di Armodio sono divenuti così forti da distruggere la tirannide stessa (182c). 13

Pausania sente la necessità di giustificare la pederastia "celeste" perché la cultura greca vedeva il rapporto erotico come un gioco a somma zero, in cui una parte "attiva" sottometteva e umiliava una parte "passiva" - la donna o il ragazzo -: quando si può cedere a un amante senza esporsi all'umiliazione? Pausania cerca una risposta a questa domanda tentando di dare un senso alle complesse norme del costume ateniese. 14

  1. E' più bello amare apertamente che in segreto, specialmente se l'amato eccelle in virtù e nobiltà, più che in bellezza (182d): chi è innamorato viene incoraggiato da tutti, anche se il suo comportamento, applicato altrove, sarebbe considerato una forma umiliante di schiavitù volontaria (183a) e gli si riconosce la più grande libertà, perfino dai giuramenti (183b). Con un'apparente contraddizione, però, i genitori fanno sorvegliare i figli da schiavi accompagnatori detti pedagoghi, perché non parlino con i loro corteggiatori, come se la pederastia fosse disonorevole (183c).

  2. Questi ostacoli servono a distinguere, con la prova dell'attesa, l'amore volgare, che desidera solo il corpo, da quello celeste, che desidera l'anima (183d). Per questo è vergognoso cedere subito, o farlo per ottenere denaro o cariche politiche (184a). 15

  3. L'amore è una schiavitù volontaria, ma non è vile, se il suo scopo è rendere chi partecipa di questo legame migliore in sapienza o in qualche altra virtù (184c). La pederastia intesa in questo senso, come la filosofia, è una relazione educativa che non ha nulla di umiliante (184d), perché finalizzata alla virtù. Questo è l'amore dell'Afrodite Urania, prezioso per i privati e per la città, perché orienta amante e amato all'eccellenza (185b).

Pausania, come Fedro, costruisce ancora il suo argomento sul mito e su una rielaborazione creativa - di stile sociologico - dell'autorità della tradizione, ma aggiunge all'argomento qualcosa di nuovo: il richiamo all'anima, entro un argomento volto a mostrare che quanto è considerato da alcuni vergognoso può essere visto come nobile, e la filosofia - l'amore per la sapienza - come termine di paragone. E' dunque un gradino ulteriore nella strategia di approssimazione 16 alla filosofia adottata da Platone nel Simposio.

Letture consigliate



[ 10 ] Si veda su questo tema anche Resp. 402e ss.

[ 11 ] Cioè non schiave: Pausania allude alle leggi contro l'adulterio e lo stupro. La moicheia o adulterio designava la seduzione della moglie, della madre vedova, e della figlia, sorella o nipote non sposate di un cittadino. Il vizio, nel caso delle leggi a tutela delle donne libere come in quelle, ipotizzate da Pausania, contro la pedofilia, non veniva visto nel difetto del consenso, ma nel danno oggettivo prodotto dall'atto - rispettivamente, la lesione dell'integrità dell'oikos e lo spreco di risorse.

[ 12 ] Anche qui c'è un anacronismo: la Ionia era ritornata sotto il dominio persiano solo nel 386 a.C., con la pace di Antalcida.

[ 13 ] La mitizzazione di questo episodio storico - che trasforma una vendetta privata in un atto politico - è indice della novità della democrazia ateniese: mentre nel VI secolo i tiranni erano sostenuti dal popolo contro il potere tradizionale degli aristocratici, la riforma di Clistene crea un sistema di legittimità pubblica che unisce aristocratici e democratici nella polemica antitirannica.

[ 14 ] Il costume ateniese è detto poikilos, variopinto, come quello spartano. Sparta si poteva assimilare, per l'amore omosessuale maschile, all'Elide e alla Beozia. Aveva però un elemento di complessità: la condizione eccezionale delle donne.

[ 15 ] Come apprendiamo dall'orazione Contro Timarco di Eschine, la prostituzione maschile era, per la legge ateniese, causa di atimia, cioè di decadenza dai diritti di cittadinanza.

[ 16 ] Come notato da Lucia Palpacelli nel suo intervento al X Symposium Platonicum, Pausania sdoppia l'eros perché è ancora privo degli strumenti logici di mediazione che permettono a Diotima di trattarlo come qualcosa che sta in mezzo (metaxy) fra la terra e il cielo. Però il suo stesso espediente indica che il suo discorso è un tentativo di trascendere la celebrazione retorica. Analogamente, Erissimaco, dopo di lui, cerca di combinare insieme i due eros, senza però saperne mostrare il principio.

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