Tetradrakmaton

Il Simposio di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Il discorso di Fedro (178a-180b)

Apollodoro esordisce avvertendo che il suo racconto è frutto di una selezione di quanto gli pare memorabile, anche in base alla narrazione di Aristodemo, soggetta - per le lacune della sua memoria e di quella della sua fonte - a un duplice deterioramento (178a).

Per Fedro la mitologia tramandata dai poeti insegna che Eros è una divinità meravigliosa e originaria. Infatti, secondo la Teogonia di Esiodo, fu il primo dio a scaturire dal Chaos assieme con la terra, Gaia. Questa tesi è confermata dallo storico e mitografo Acusilao e dal filosofo Parmenide (178b).

Eros, dunque, essendo riconosciuto il dio più antico e venerabile, è anche l'origine dei beni più grandi. Per vivere nobilmente (178c), occorre esser guidati dall'amore il quale ci fa vergognare di ciò che vergognoso e onorare ciò che è bello (178d). La vergogna è una forza di controllo morale più efficace sotto lo sguardo dell'eromenos per l'erastes e dell'erastes per l'eronomenos (178e): anzi - aggiunge Fedro con un anacronismo - se coppie del genere combattessero fianco a fianco, si comporterebbero con il massimo valore (179a).

Gli innamorati sanno infatti morire per chi amano, perfino quando sono donne. Alcesti, che accetta di perire per salvare il marito (179b), riceve dagli dei il privilegio di tornare dall'Ade (179c), mentre Orfeo, che pretende di riportare la moglie dal mondo dei morti restando vivo, ottiene di vederne solo il fantasma (179d) e viene punito dagli dei - dice Fedro rielaborando il mito 9 - con la morte. Achille, di contro, fu dagli dei onorato perché vendicò l'amante Patroclo, pur sapendo che la sua scelta l'avrebbe destinato a una morte precoce (179e). Secondo Fedro, Achille era l'eromenos e non l'erastes, perché era più giovane di Patroclo. E il sacrificio dell'amato per l'amante è molto più apprezzabile: l'amante infatti è entheos - invasato dalla divinità - mentre l'amato reagisce di sua volontà. Per tutto questo - conclude Fedro - Eros è il dio più venerando per età, più onorevole e potente ed è fonte di arete e eudaimonìa per gli uomini, vivi e morti (180b).

Il discorso di Fedro, retore, è costruito sugli endoxa o opinioni autorevoli - di un poeta, di uno storico e di un filosofo - e sulla morale della vergogna. Nel dialogo a lui dedicato Socrate lo incontra intento a imparare a memoria un discorso di Lisia che sostiene una tesi esattamente opposta a quella presentata qui: Eros è follia (mania), e l'eromenos farebbe bene a cedere al corteggiamento di un pretendente non innamorato, che offre maggiore certezza contrattuale, piuttosto che a quello di un innamorato - pazzo e quindi inaffidabile. Per un retore sostenere ora una posizione, ora il suo contrario non è un limite: è un punto d'onore.

Approfondimenti



[ 9 ] Nel Fedro, Socrate riceve proprio da lui l'accusa di inventarsi miti ad hoc per favorire le proprie tesi.

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