Tetradrakmaton

Il Protagora di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

La virtù può essere insegnata? (318a-320c)

Socrate presenta pubblicamente la questione che aveva posto a Protagora in privato: quale sarà il profitto che Ippocrate trarrà dalla synousia con lui? Il sofista risponde genericamente che, frequentandolo, il giovane sarebbe divenuto di giorno in giorno migliore (318a).

Socrate non si accontenta della risposta e chiede una specificazione, adottando di nuovo il modello della techne. Chi studiasse dal pittore Zeusippo di Eraclea (318b) diverrebbe certo migliore, ma nella pittura, e chi frequentasse il celebre flautista Ortagora di Tebe diverrebbe migliore nell'arte di suonare il flauto (318c). In che cosa diverrebbe migliore Ippocrate, frequentando Protagora?

Protagora riconosce la correttezza della domanda, e risponde prendendo le distanze dalle technai - dunque dall'impostazione di Ippia di Elide, che è presente -: egli non insegna aritmetica, astronomia, geometria, musica, bensì l'euboulia tanto nell'amministrazione della casa (318e), quanto in quella della città, rendendo gli allievi abili nel parlare e nell'agire (319a). L'euboulia è, letteralmente, la capacità di deliberare bene: 10 Socrate la identifica con la techne politica, il cui oggetto è la formazione di buoni cittadini. 11 Protagora accetta la sua interpretazione.

Socrate, però, ha un dubbio: secondo lui la techne politica non può essere insegnata. Ne è prova il fatto che gli Ateniesi - i quali, a detta degli altri Greci, sono sapienti - in assemblea (ekklesia) ascoltano con attenzione gli architetti o gli ingegneri navali, quando danno il loro parere su questioni inerenti le tecniche di cui sono esperti (319b), mentre sbeffeggiano e mettono a tacere gli incompetenti che prendono la parola su questioni di cui non sanno nulla (319c). Però, per quanto riguarda l'amministrazione della città chiunque, senza aver fatto nessuno studio e senza aver avuto nessun maestro, prende la parola senza che nessuno ne contesti la competenza (319d). Evidentemente, conclude Socrate, gli Ateniesi credono che simili materie non possano essere insegnate. Questo è dimostrato anche dal fatto che i due figli di Pericle, che pure sono stati istruiti con cura in tutto ciò in cui era possibile trovare un maestro, per quanto riguarda l'arete sono stati lasciati allo stato brado, forse nella speranza che se ne imbattessero per caso (320a). Spetta dunque a Protagora dimostrare, sulla base della sua esperienza e delle sue scoperte, che l'arete - l'eccellenza politica che per gli antichi era identica all'eccellenza umana - può essere insegnata (320b). Il sofista sceglie di venire incontro alla richiesta esponendo il suo argomento non con un ragionamento, ma sotto la forma di un mito, come fanno i vecchi con i giovani, in modo da risultare più gradevole (320c). 12

Anche il Menone affronta il problema dell'insegnabilità della virtù: la tesi secondo la quale tutti gli Ateniesi sono maestri di virtù è sostenuta da Anito, in applicazione del principio fondamentale della democrazia diretta antica, secondo il quale il cittadino è, in quanto tale, politicamente competente, e messa in dubbio da Socrate. Il Socrate del Menone usa addirittura il medesimo argomento dell'educazione dei figli di Pericle e tratta la virtù dei politici ateniesi come qualcosa di inconsapevole e di fortuito, perché non fondato scientificamente. Se leggiamo il Protagora e il Menone come testi collegati, Protagora ha chiaramente il compito di difendere il principio della democrazia dalla critica di Socrate.

Approfondimenti



[ 10 ] Tommaso d'Aquino, interpretando Aristotele in Summa Theologiae IIª-IIae q. 51 a. 2 co. e seguenti, la tratta come una virtù secondaria della prudenza.

[ 11 ] In una prospettiva antica, per la quale l'uomo si realizza solo in società, formare buoni cittadini equivale a formare buoni esseri umani. Anche in questo testo, come nel Menone, nella Repubblica e nel Politico viene data per scontata la continuità fra l'economia (amministrazione dell'oikos) e la politica (amministrazione della città).

[ 12 ] Anche qui il testo platonico non perde occasione per suggerire una continuità fra la poesia e la sofistica.

Creative Commons License

Il Protagora di Platone by Maria Chiara Pievatolo is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.
Based on a work at http://btfp.sp.unipi.it/dida/protagora