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Il Protagora di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
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Il Protagora di Platone

Maria Chiara Pievatolo

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04-09-2013


Sommario

Un dialogo nel dialogo (309a-310a)
Socrate e Ippocrate
Un risveglio precoce (310a-311a)
L'esame di Ippocrate (311b-314c)
Coreografie sofistiche (314c-317e)
Un mestiere pericoloso (316b-317e)
La virtù può essere insegnata? (318a-320c)
Il mito di Protagora (320c-322d)
Una lunga spiegazione
La virtù politica è presente in tutti (322d-323c)
La virtù può essere insegnata: la pena come prevenzione generale (323c-324d)
L'insegnamento della virtù come educazione civica (324d-328d)
La città dei flautisti (327a-328d)
Il primo confronto di Socrate con Protagora: la virtù e le sue "parti"
Il metodo della discussione (328d-329b)
La virtù e le sue "parti": la tassonomia nascosta (329c-334c)
La discussione sul metodo
Macrologia e brachilogia (334c-335c)
L'intervento di Callia (335d-336b)
L'intervento di Alcibiade (336b-d)
Crizia e Prodico (336d-337c)
La soluzione di Ippia (337c-338b)
Una questione di potere (338b-338e)
La discussione su Simonide
Il brano di Simonide (339b-d)
Il soccorso di Prodico (339e-340d)
L'obiezione di Protagora (340d-341e)
Il lungo discorso di Socrate (342a-347a)
Il confronto finale fra Socrate e Protagora
Una critica alla poesia (347c-348c)
Sapienza e coraggio (348c-351c)
Il bene è uguale al piacere? (351b-e)
Il valore della scienza (352a-353b)
Dal punto di vista dei più: il bene è uguale al piacere (353c-355a)
L'intellettualismo etico: l'akrasia è un errore di calcolo (355b-356c)
La metretica (356d-357e)
La formulazione finale dell'intellettualismo etico (358a-359a)
Ignoranza e viltà (359a-360e)
Una conclusione prometeica (360e-361a)

Un dialogo nel dialogo (309a-310a)

Il Protagora comincia con un dialoghetto fra un hetairos e Socrate, che riferisce di una sua conversazione con Protagora. Alla luce della critica alla poesia del terzo libro della Repubblica, l'espediente del dialogo nel dialogo rende chiaro che la narrazione ha lungo dal punto di vista di Socrate. Il suo interlocutore, che parla in nome del gruppo, silenzioso, dei presenti, è detto hetairos: è un compagno, con il quale Socrate ha comunanza di vita e di studi, come avveniva per gli hetairoi dell'Accademia. I destinatari dell'opera possono dunque essere raggruppati in due cerchie: quella interna al dialogo composta dai compagni con i quali Socrate ha una relazione faccia-a-faccia, e quella esterna, formata da tutti coloro che Platone raggiunge tramite la scrittura che riporta la sua narrazione. In assenza di Socrate e di Platone sta al lettore ritrovare in tutto questo un senso filosofico.

Gli interpreti non concordano sulla collocazione temporale del testo nel corpus platonico: appartiene ai dialoghi giovanili, oppure li conclude? Questa domanda, che potrebbe ricevere una risposta certa soltanto da un'interpretazione autentica, è però meno rilevante di quanto appaia a chi trova scontato "licenziare" i testi per una "pubblicazione" affidata a un sistema editoriale alieno dalla comunità dei lettori e degli scrittori. Platone, che non era soggetto ai vincoli tecnologici della stampa, di regola teneva i testi presso di sé, pur lasciandone circolare liberamente le copie, per correggerli ed emendarli: era dunque più simile a un webmaster che espande continuamente il suo sito, piuttosto che a uno scrittore che si separa dal suo manoscritto per consegnarlo al tipografo. Il modello dell'ipertesto offre al corpus platonico un livello ulteriore di comprensione: quello dell'associazione, che consente di creare nessi fra libro e libro tramite immagini e temi ricorrenti.

L'incipit del dialogo presenta subito uno di questi temi: il confronto fra l'eros comune e l'eros filosofico. Come nel Gorgia, l'eros nel primo senso è rappresentato dal corteggiamento pederastico di Socrate nei confronti del giovane Alcibiade (309a-b), e quello filosofico dal suo interesse per il sofista Protagora, la cui bellezza viene fatta dipendere dalla sua sophia o sapienza (309-c). «Se ti sembra che il più sapiente sia Protagora» - dice Socrate, relativisticamente 1 - egli è «certo il più sapiente dell'attuale generazione» (309d).

Socrate riferisce che la sua conversazione con Protagora gli ha fatto dimenticare la presenza di Alcibiade (309b). Come nel Gorgia, anche qui la passione per una persona viene subordinata a un'altra passione, coinvolgente e capace di cambiare la vita: quella per la sapienza - che è, in senso letterale, filosofica, nello spirito della filosofia antica.

Testi di riferimento

Platone. Protagora. Testo greco presso il Perseus Project.

La versione italiana di M.E. Gabrielli e M. Palma presso il Giardino dei Pensieri.

Plato's Protagoras. An open-access, collaborative translation: versione collettiva ad accesso aperto (work in progress) .



[1] La forma del suo elogio si modella ironicamente sul principio più famoso del pensiero di Protagora, che Socrate non condivide.


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