Tetradrakmaton

Il Menone di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Che cos'è la virtù? Terzo tentativo di definizione

Adottando uno stile dialettico, Socrate produce una definizione di figura più elementare, che non faccia riferimento al colore: "limite di solido" (stereou peras). (76a) Menone non apprezza questo genere di definizione, e preferisce una definizione del tipo di quella del colore, che Socrate gli offre per compiacerlo: «effluvio di figura, commisurato alla vista e sensibile» (76d) Socrate, tuttavia, chiama questa definizione "tragica" (76e), cioè meramente scenografica, perché essa è soltanto una spiegazione teorica della percezione cromatica - una teoria che può essere intelligibile solo se si sa già che cos'è il colore.

Menone propone una nuova definizione di areté: volere i beni e essere in grado di procurarseli. (77b) Socrate reagisce suddividendo la definizione in due parti. Per quanto concerne il volere il bene, nessuno vuole, propriamente, cioè con piena consapevolezza, il male, proprio perché nessuno desidera rendere se stesso infelice e sventurato. 6 : da questo punto di vista nessuno è migliore o eccelle rispetto a un altro. Quindi la differenza fra chi non è virtuoso e chi lo è sta solo nella seconda parte della definizione, cioè nella capacità di procurarsi i beni. Ma, se si riconosce che non è virtuoso chi si procura beni ingiustamente, si deve dire che la virtù sta nella giustizia. La giustizia, a sua volta, è stata detta precedentemente essere solo parte della virtù. Si ritorna, con un diverso percorso, alla medesima difficoltà della seconda definizione.



[ 6 ] Questo principio, che qui compare solo incidentalmente, è il fondamento dell'intellettualismo etico socratico-platonico.

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Il Menone di Platone by Maria Chiara Pievatolo is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.
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