Tetradrakmaton

Il Menone di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Si può insegnare l'eccellenza?

Menone propone a Socrate un problema alla moda (70a), quello della trasmissibilità dell'areté. Una simile questione era molto dibattuta nei circoli ateniesi: la sofistica aveva introdotto, contro l'educazione tradizionale, basata sulla synousia, cioè sullo "stare insieme" con gli adulti, l'innovazione dell'istruzione impartita in un ambiente artificiale e appositamente finalizzato 3 .

Nel mondo della cultura orale, si imparava per abitudine ed immedesimazione; i sofisti proponevano un modello di apprendimento inteso come trasmissione meccanica di nozioni, a pagamento. L'oggetto del loro insegnamento era la retorica, cioè l'arte di parlare in pubblico in maniera persuasiva: in una democrazia diretta assembleare l'abilità comunicativa era una condizione indispensabile per il successo politico.

Menone offre a Socrate tre possibilità:

La prima soluzione potrebbe legittimare l'insegnamento sofistico; la seconda potrebbe armonizzarsi con l'abitudine della synousia, la terza potrebbe accordarsi con una prospettiva aristocratica.

Socrate invita Menone a compiere un passo preliminare: prima di chiedersi se l'areté sia insegnabile o no, occorre stabilire che cosa sia - dal momento che, ad Atene, nessuno lo sa (70c-71b).

Glossario

Areté

Questo termine greco, traducibile come "eccellenza" o "virtù" non designava, nel linguaggio omerico che ancora influenza le risposte di Menone, una condizione soltanto morale, ma anche e nello stesso tempo una condizione sociale. I principali termini valutativi del vocabolario omerico, agathos (buono), kakos (cattivo) e arete non possono essere tradotti letteralmente con "buono", "cattivo" e "eccellenza" o "virtù". I nostri termini presuppongono un ambito di applicazione assai più ampio e socialmente indefinito; invece Omero quando parla di agathoi intende una figura sociale particolare: agathos è il proprietario terriero, capo di un oikos, di una casata, che è in grado di proteggere la comunità con le armi e soprattutto di difendere competitivamente il proprio onore dinanzi agli occhi del mondo. Perciò non è possibile diventare agathos per chi ha avuto in sorte di essere kakos, anche se un agathos può perdere il suo onore, essendo questo connesso alla supremazia effettiva in potenza, ricchezza e valore militare. Solo gli agathoi possono raggiungere l'eccellenza, o meglio, essi la possiedono per definizione e sono impegnati a mantenerla in competizione con gli altri. I kakoi, dal canto loro, non sono esclusi dall'universo morale: non soltanto devono tributare quell'onore dal cui riconoscimento dipende strettamente l'arete, ma soprattutto devono seguire delle regole morali ad hoc, che consistono, in sostanza, nell'adeguarsi al ruolo loro riservato nella gerarchia. Le procedure sociali di esclusione non creano un universo morale monolitico, bensì un pluriverso affetto da una duplice complessità: la complessità dei tipi di soggetti, e quella, conseguente, delle regole di comportamento che si addicono loro.

Bibliografia e URL rilevanti

Francesca Di Donato. I Greci tra oralità e scrittura.



[ 3 ] P. Hadot, Qu'est-ce que la philosophie antique?, Paris, Gallimard, 1995; trad. it. di E. Giovannelli, Che cos'è la filosofia antica?, Torino, Einaudi, 1998, pp. 13-17. Secondo Diogene Laerzio (IX, 52), Protagora fu il primo a chiedere un compenso in denaro per le sue lezioni; in questo senso, fu il primo sofista. Su questo si veda anche Protagora, 249a.

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Il Menone di Platone by Maria Chiara Pievatolo is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.
Based on a work at http://btfp.sp.unipi.it/dida/menone