Tetradrakmaton

Lo Ione di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Una questione politica: rapsodia e strategia (540d-542b)

Incalzato da Socrate, Ione indica una competenza tecnica specifica del rapsodo: il rapsodo sa che cosa deve dire uno stratega per esortare i suoi soldati (540d).

La carica di strategos, nella democrazia diretta ateniese, era elettiva. Dal momento che buona parte delle altre magistrature finirono per essere assegnate per sorteggio, nella strategia si esprimeva l'indirizzo politico. Per questo, la strategia era ambita da chi desiderava esercitare la propria influenza sulla polis. Ione, dunque, si sta attribuendo una specializzazione che supera l'ambito della tecnica militare e la cui funzione è simile a quella della retorica, come la definisce Gorgia nel dialogo omonimo. La poesia è semplicemente una versione arcaica della tecnica della comunicazione a cui i sofisti, nel corso della rivoluzione culturale del V secolo, diedero la forma della retorica. In un mondo in cui la totalità dell'esperienza umana si costruisce nell'esperienza politica è ben comprensibile che le discipline della comunicazione, arcaiche e no, abbiano una pretesa enciclopedica.

Socrate, negando implicitamente questa pretesa, propone una distinzione. Una stessa persona può essere esperta, a un tempo, in più di una tecnica. Per esempio, qualcuno potrebbe essere un buon intenditore di cavalli e un bravo suonatore di cetra: ma in base a quale delle sue competenze sa giudicare se un cavallo è cavalcato bene o male? Ione è costretto a rispondere che il giudizio, in questo caso, si fonda sulla sua conoscenza dell'equitazione e non su quella della musica. Analogamente, un rapsodo che sia anche esperto di strategia deve valutare le questioni strategiche sulla base di questa sua seconda competenza. Ione, però, risponde che, per lui, rapsodia e strategia sono identiche (540e).

Socrate contesta questa identità: Ione sostiene che un buon rapsodo è anche un bravo stratega, ma è costretto a riconoscere che un bravo stratega non è necessariamente un buon rapsodo (541a). L'intersezione fra rapsodia e strategia è, dunque, soltanto accidentale: la persuasività e la memorabilità non identificano la tecnica dello stratega, ma solo le condizioni - culturalmente contingenti - del suo successo. Allo stato attuale, però, Ione si dice convinto di essere il miglior rapsodo e il miglior stratega della Grecia (541b).

Contingentemente, allora, Socrate gli chiede come mai fa il rapsodo e non anche lo stratega. Ione gli risponde che, essendo forestiero (xenos), non potrebbe essere eletto stratega né da Atene né da Sparta (541c).Socrate gli fa i nomi di Apollodoro di Cizico, Fanostene di Andro ed Eraclide di Clazomene che, pur forestieri, ricevettero dagli Ateniesi la strategia e altre cariche, e gli ricorda che la sua città, Efeso, è una colonia attica (541d).

Ione, soprattutto, - lamenta Socrate - dopo essersi vantato di celebrare Omero per techne e scienza, non gli ha saputo dire su che cosa verte la sua competenza, e anzi, quando cerca di afferrarlo, muta forma, tramutandosi in stratega, come un Proteo che si sottrae al vaticinio (541e).

La medesima similitudine ricorre nell'Eutifrone, a rappresentare un interlocutore che non si è dimostrato all'altezza della sua pretesa di sapienza. Quando Socrate conclude chiedendo a Ione di scegliere se essere ingiusto - perché ha accampato una pretesa falsa - oppure divino, perché il suo sapere deriva non da techne ma theia moira (542a), non gli sta facendo un complimento: il prezzo della divinità, di cui il rapsodo accetta di fregiarsi (542b) è il sacrificio dell'intelletto.

Riferimenti

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Lo Ione di Platone by Maria Chiara Pievatolo is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.
Based on a work at http://btfp.sp.unipi.it/dida/ione