Tetradrakmaton

Il Gorgia di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Per interposta persona (447d-448e)

Il primo confronto fra Socrate e Gorgia ha luogo per interposta persona, secondo una strategia tipica delle assemblee ateniesi, per la quale i leader politici preferivano saggiare l'umore dei cittadini tramite oratori di secondo piano, prima di arrischiarsi a prendere personalmente la parola. 7 La costruzione drammatica di Platone suggerisce che la discussione di Socrate con Gorgia non sia solo scientifica, ma anche politica. La democrazia ateniese intendeva se stessa - al modo degli antichi - come una comunità totale: il suo ambiente rendeva pressoché inevitabile la mescolanza fra politica e filosofia.

La domanda che Socrate fa porre da Cherefonte a Gorgia è: - Chi sei?-. A una simile domanda, spiega Socrate a Cherefonte, chi di mestiere facesse il calzolaio, risponderebbe: - Sono un calzolaio. - (447d) La questione, in altre parole, non investe la persona o immagine sociale di qualcuno, bensì il suo sapere. Dietro la sua apparente semplicità, c'è una tesi tutt'altro che semplice: siamo quello che sappiamo. 8

Il giovane e ambizioso Polo si agita per mettersi in mostra, offrendosi di rispondere al posto di Gorgia (448a). Cherefonte, con un argomento caro a Socrate, gli propone il modello della techne, usando come termini di paragone la medicina - la prima tecnica che ricevette una definizione rigorosa - e la pittura. Se il medico è tale perché esercita la medicina e il pittore la pittura, qual è il nome che si dovrebbe dare a Gorgia? (448b)

Cherefonte, fra gli esseri umani ci sono molte technai che sono state trovate empiricamente tramite esperienze: perché l'esperienza ci fa condurre la vita secondo la techne [kata technen] e l'inesperienza a caso [kata tychen]. Di tutte queste varie arti vari partecipano variamente, e i migliori delle migliori. Gorgia, qui, è fra loro, e condivide la più bella (448c).

Nel suo discorso fiorito, 9 che imita fino alla caricatura lo stile di Gorgia, Polo in sostanza afferma:

  1. che il sapere tecnico-scientifico dipende esclusivamente dall'esperienza

  2. che Gorgia insegna una techne

  3. che la sua techne è la più bella

Socrate non è soddisfatto di questa risposta, che tradisce una conoscenza della retorica ma non del dialegesthai (448d): Polo, cioè, non sa impegnarsi in una conversazione collaborativa volta a una ricerca scientifica comune. A Polo era stato chiesto che cosa (tis) fosse la sua tecnica, e non quali fossero le sue qualità (poia tis): 10 gli era stata chiesta, in altre parole, una definizione e non un apprezzamento (448e). Perché un discorso sulla qualità della retorica possa avere effettivamente un contenuto informativo, è necessario chiarire insieme, preliminarmente, in che cosa consista l'oggetto del nostro encomio.

Quello che nel dialegesthai appare come un errore di metodo, è però un punto di forza se il nostro scopo non è cercare insieme la verità, ma convincere il pubblico: in questo caso, usare termini vaghi e denotati solo qualitativamente è vantaggioso sia perché rende difficile farci cadere in contraddizione, sia perché permette di orientare il consenso delle masse sui nostri obiettivi, sottraendoci al rischioso onere di illustrarli nei dettagli. 11



[ 7 ] Per esempio Tucidide (VI.15) racconta come Alcibiade si esprima personalmente a favore della spedizione in Sicilia, contro un politico influente come Nicia, solo dopo essersi fatto creare un'atmosfera favorevole da una serie di oratori secondari di orientamento bellicista. Come riferisce l'Apologia, Anito preferisce mandare in tribunale a sostenere l'accusa un giovane sconosciuto, Meleto, piuttosto che esporsi personalmente al confronto con Socrate e al rischio di rovinarsi la reputazione con una sconfitta.

[ 8 ] Similmente si veda Protagora, (314b).

[ 9 ] Polo sembra prediligere, fino al ridicolo, la figura retorica della paronomasia, come si è cercato di rendere, per quanto possibile, anche nella versione italiana.

[ 10 ] Un altro allievo di Gorgia, Menone, viene rappresentato altrove nel medesimo errore, pretendendo di apprendere se la virtù sia insegnabile senza aver chiaro che cosa essa sia. Anche nel suo caso, la radice del suo errore è la refrattarietà al metodo dialettico.

[ 11 ] Non a caso, simili termini sono tuttora molto usati nel linguaggio della propaganda politica.

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