Tetradrakmaton

Il Critone di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Le Leggi e gli uomini (54b-54d)

E ora dunque tu te ne vai nell’Ade, se così risolvi, ingiustamente offeso, è vero, ma non da noi offeso, dalle leggi, bensì dagli uomini... (54b-c)

Se consideriamo le Leggi come qualcosa di sovrapersonale che gli esseri umani non decidono, ma interpretano e applicano soltanto, una sentanza ingiusta per un errore umano non è di per sé sufficiente a rovesciare l'ordinamento nel suo complesso. Socrate, dunque, sceglie di restare, per onorare il suo impegno con le Leggi e per costringere gli uomini a prendere sul serio il loro errore. 14 Il fallimento di Atene non è politico, ma culturale.

Non si può infatti riconoscere la legittimità di un ordinamento e resistere alle sue applicazioni, senza mettere a repentaglio l'ordinamento stesso nel suo complesso. Un cittadino - o una collettività di cittadini - è tale perché ha preso un impegno generale con le leggi, non perché esegue o no l'una o l'altra disposizione a suo arbitrio.

In Apologia 32c Socrate racconta di aver omesso di eseguire l'ordine di arrestare un innocente - il democratico Leonte di Salamina - datogli dai Trenta Tiranni. Evidentemente, il suo argomento contro il diritto di resistenza non vale quando si ha a che fare con la violenza di un regime illegittimo.

Dobbiamo dunque chiederci, in conclusione: quali dovrebbero essere i caratteri di un ordinamento perché gli sia possibile rivendicare la sua autorità come distinta da quella degli uomini? 15



[ 14 ] In Apologia 31d-e, Socrate dice di non aver fatto politica perché «se in passato mi fossi nesso ad occuparmi di affari politici, sarei morto da un pezzo e non sarei stato utile né a voi né a me stesso». Questo significa che è antidemocratico? Il Critone ci offre una risposta negativa: criticare il modo in cui gli uomini applicano o disapplicano le leggi non significa essere, in linea di principio, ostile alle leggi in se stesse. Si veda su questo G. Vlastos, «The Historical Socrates and Athenian Democracy» Political Theory 11(4), 1983, pp. 501-502.

[ 15 ] Nella Repubblica - l'opera politica più importante della maturità platonica - il sofista Trasimaco riduce le leggi agli interessi degli uomini, affermando che la giustizia è l'utile di chi comanda e che ogni sistema politico - democratico, aristocratico o tirannico che sia - legifera per il vantaggio di chi detiene il potere. L'argomento di Trasimaco è la pietra di paragone per tutti coloro che si propongono di costruire un modello di legittimazione politica diverso dal diritto del più forte. Nel Critone, Socrate attribuisce alle Leggi un logos dotato - analogamente al discorso scientifico - della capacità di convincere: nella sua prospettiva, la comunità politica sembra avere autorità solo nella misura in cui si approssima alla comunità scientifica.

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Il Critone di Platone by Maria Chiara Pievatolo is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.
Based on a work at http://btfp.sp.unipi.it/dida/critone