Tetradrakmaton

Il Critone di Platone

Bollettino telematico di filosofia politica
btfp

Una visita mattutina (43a-44b)

Critone, avendone corrotto i custodi, entra in carcere di prima mattina per parlare con Socrate. Lo trova tranquillamente addormentato e se ne stupisce, per quanto già in passato lo giudicasse una persona dotata di eudaimonia 1 : Socrate non sembra affatto preoccupato per la morte che lo aspetta.

Critone si è recato in carcere così di buon ora perché deve comunicare una brutta notizia: la nave sacra di ritorno da Delo è stata vista al capo Sunio, promontorio dell'Attica poco a sud di Atene. Il vascello, dunque, arriverà presto in città e Socrate potrà finalmente essere giustiziato (43d).

Socrate risponde di aver appena sognato una donna vestita di bianco che, chiamandolo per nome, gli diceva

nel terzo dì da questo

a Ftia tu giungeresti [ikoio], ricca di zolle (Iliade, 9, 363)

Ftia era la patria di Achille. I versi del sogno sono ripresi del IX libro dell'Iliade, e precisamente dal discorso col quale Achille, rispondendo a una delegazione che gli offre riparazioni da parte di Agamennone, rifiuta di soccorrere gli Achei e annuncia la sua intenzione di tornarsene a casa.

Questo implicito paragone con Achille è parte di una complessa strategia retorica volta a trasformare Socrate in un eroe. Socrate, come Achille, sceglie di morire - anche se per lui, a differenza di Achille, la morte è simile a un ritorno in patria. 2 Inoltre, a differenza di Achille, Socrate è vecchio, brutto e di cattiva reputazione, e non sarebbe affatto eroico per i canoni della morale omerica. La strategia comunicativa platonica, dunque, accoglie in apparenza i valori tradizionali, ma in realtà li snatura fino a metterli in ridicolo, nascondendo nelle loro forme contenuti nuovi e inusitati.



[ 1 ] La parola greca eudaimonia, normalmente tradotta con "felicità" non designa in realtà uno stato d'animo, ma un destino. Il daimon era una divinità minore che presiedeva alla vita di una persona: chi era felice, lo era perché aveva avuto in sorte un buon (eu) daimon. Platone, nel mito di Er che conclude la Repubblica, metterà in discussione il determinismo fatalistico della tradizione greca, rappresentando il daimon come oggetto di una scelta.

[ 2 ] Come ha notato S. Kramer («Socrates' Dream: Crito 44a-b», The Classical Journal 83(3), 1988, pp. 193-197) nel richiamo all'Iliade c'è un'ambiguità probabilmente intenzionale. L'uso dell'aoristo ottativo ikoio e il contesto del IX canto dell'Iliade fanno pensare che Socrate stia effettivamente considerando anche l'opzione della fuga. Il dilemma di Achille era infatti scegliere se rimanere a Troia e morire gloriosamente, oppure tornare a casa, a Ftia in Tessaglia - proprio la regione in cui Critone proporrà a Socrate di rifugiarsi (45c ) -, e sopravvivere senza gloria.

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Il Critone di Platone by Maria Chiara Pievatolo is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.
Based on a work at http://btfp.sp.unipi.it/dida/critone