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L'architettonica della ragion pura di Kant

Bollettino telematico di filosofia politica
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L'edificio della conoscenza scientifica

La dottrina trascendentale del metodo si apre con un'immagine [A 707|B 735]. In essa la conoscenza viene idealmente paragonata a un edificio da costruire e di cui si tratta, una volta fatto l'inventario dei materiali a disposizione, di disegnare il progetto. Pur nato con l’iniziale intenzione di edificare una torre che giungesse fino al cielo, Kant afferma che l'edificio sarà una semplice casa. Tale rinuncia è dovuta, oltre che alla scarsità dei materiali a disposizione, alla compresenza di molteplici lingue, ovvero alle differenze culturali e agli ostacoli di comunicazione che rendono confusa e problematica la collaborazione degli scienziati ad una comune costruzione. Così, l'edificio della conoscenza non potrà che essere una casa in cui abitare, abbastanza spaziosa da soddisfare i bisogni del costruttore e alta a sufficienza da offrire al suo sguardo un'ampia prospettiva visiva.

Cosa vuol dirci Kant con questa immagine? In primo luogo, la costruzione della conoscenza viene messa a confronto con la costruzione di un edificio, ovvero tanto a un processo quanto a una struttura pensata e fabbricata dall'uomo. In secondo luogo, la sua creazione prende le mosse da alcune condizioni fondamentali, che rendono la costruzione particolare:

  1. Il bisogno dei costruttori, che vorrebbero costruire una torre altissima estendendo la conoscenza oltre le loro possibilità, è il motore del processo.

  2. I materiali inventariati nella prima parte della Critica, sono a disposizione, ma scarsi; la ragione, infatti, ha dei limiti, e può offrire riposte a questioni che non esulino dalla sua legislazione.

  3. Inoltre, i costruttori sono molti, e le differenze storico- culturali ne rendono difficile la comunicazione e impediscono un'efficiente collaborazione tra essi.

A causa di tali condizioni, l'edificio della conoscenza dovrà essere ridimensionato rispetto all'intenzione originaria; esso non sarà dunque una torre, ma una casa. Ma perché proprio una casa? La costruzione e il suo processo mettono in parallelo vita e conoscenza, un'analogia che viene sviluppata nel terzo capitolo della Dottrina trascendentale del metodo e il cui senso può forse essere chiarito a partire da un'indagine sul significato dell'edificio e della sua architettonica.


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